MONTE LEONE mt 3554
Località partenza: Simplon Pass
Quota di partenza (m.): 2005
Quota vetta (m.): 3554
Dislivello complessivo (m.): 1500 (+200)
Sviluppo: km. 18,1 a/r
Difficoltà: BSA
Cartografia: CNS 1:50.000 - VISPSKI
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Il Monte Leone è la massima elevazione delle Alpi Lepontine: montagna dal profilo imponente e nello stesso tempo elegante quando la si guarda dalle dolci praterie di Veglia, presenta un aspetto decisamente più docile dal versante di salita scialpinistico, che parte dal Passo del Sempione. E in effetti è una gita relativamente semplice, se non fosse per il notevole sviluppo (oltre 18 km a/r) e per la cresta finale che può risultare più o meno ostica a seconda dell'innevamento. In quest'inverno eccezionalmente prodigo di neve era lecito aspettarsi condizioni ottimali, e così è stato!
La sveglia oggi è suonata molto presto, alle 6.30 siamo già nel piazzale dell'Ospizio pronti a partire, con le prime luci dell'alba che illuminano il Fletschorn. Non fa molto freddo, e si sale rapidi e spediti giungendo in breve al ripido traverso sotto l'Hubschorn, anche questo in condizioni ideali. Risaliamo verso il colle del Breithorn che raggiungiamo dopo circa 3 ore di salita: un passo discreto e costante. Dal Colle la nostra meta è finalmente visibile, si devono perdere circa 150 metri di dislivello dirigendosi verso nord-est sull'ampio ghiacciaio di Alpje: è questo un tratto estenuante, circa due chilometri che percorreremo con qualche difficoltà a causa del forte vento che si è improvvisamente alzato e della neve "marmorea" che ci crea qualche problema. Giunti in prossimità del caratteristico intaglio della cresta lasciamo gli sci e, calzati i ramponi, ci apprestiamo a salire sul filo di cresta: è il tratto più delicato della salita, ma le condizioni sono ottimali, salvo alcuni brevi passaggi rocciosi la cresta è perfettamente innevata e segnata dai numerosi passaggi. Va comunque percorsa con la massima attenzione e in sicurezza, vista la notevole esposizione sul versante nord, strapiombante sul lago di Avino.
Alle 11.50 siamo in vetta: inutile descrivere la soddisfazione che mi assale, il panorama è veramente fantastico, tutte le principali vette dell'Ossola sono ai nostri piedi!
Il ritorno è stato molto tribolato: i 150 metri da riguadagnare verso il Colle del Breithorn sono eterni, e il vento ora è veramente fastidioso. Troviamo riparo in mezzo ad una gigantesca onda di neve per togliere le pelli ed apprestarci alla discesa: la neve è bella nella parte alta, e ci consente di scendere molto rapidamente. Solo nella parte bassa, dopo il traverso verso il Passo, troveremo neve crostosa non ancora trasformata dal sole. ma ormai siamo arrivati, è stata una giornata lunga, faticosa ma fantastica.
Il re Leone oggi è stato generoso e ci ha concesso il privilegio di salirlo!
Il Breithorn e il ghiacciaio di Homattu
Il ripido traverso sotto l'Hubschorn è in condizioni ideali
salendo verso il colle del Breithorn, procediamo spediti....
La nostra attenzione fatalmente cade sulla imponente parete nord del Fletschorn
Il ghiacciaio di Homattu e l'Hubschorn dal colle del Breithorn
Colle del Breithorn: lo valichiamo e scendiamo sul ghiacciaio di Alpjje
La cresta, in eccellenti condizioni di innevamento....
Veduta verso il gruppo del Diei-Cistella e la conca di San Domenico
In cresta
