VALLE STRONA - MAZZA DELL'INFERNO MT 1926

Località partenza: Forno, Loc. Cerani
Quota di partenza (m.): 976
Quota vetta (m.): 1926
Dislivello complessivo (m.): 950
Sviluppo: 7,9 km a/r
Difficoltà: E/EE
Cartografia: CNS -fgl 285 1:50.000 DOMODOSSOLA
Rif.bibliografici: Valle Strona, sentieri nella storia e nella natura- P.Crosa Lenz - Ed. Alberti,Intra
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Valle Strona: a due passi da casa, è sempre un piacere tornarvi. Se volete fare una gita nel silenzio dei boschi vestiti d'autunno è il luogo ideale: montagne poco conosciute, ma belle, suggestive e selvagge. Qui la natura è un po' meno aspra che nella vicina Valgrande, segno di una frequentazione ancora viva, anche se molti alpeggi e sentieri sono in stato fatiscente o di abbandono.
Decidiamo di proposito una gita dallo sviluppo modesto, che si svolga in parte nel bosco. E così la scelta è caduta sulla Mazza dell'Inferno, una cima minore sulla cresta di vette che collega il Monte Massone al Capezzone, a picco sul versante ossolano: fa freddo, molto freddo quando scendiamo dalla macchina che parcheggiamo in località Cerani, un chilometro oltre l'abitato di Forno, sulla strada per Campello Monti.Il cielo, a dispetto delle previsioni meteo ottimistiche, è di un grigio indecifrabile: partiamo poco convinti, il sentiero sale ben segnato sino all'Alpe Ravinella di Sotto, oltre si va un po' alla scoperta, stando bene attenti a non perdere i bolli bianco-rossi disegnati sugli alberi. Dopo qualche sano "ravanage" dribblando alberi caduti dalle valanghe dello scorso inverno, sbuchiamo fuori dal bosco e risaliamo un faticoso costolone erboso, dove faticheremo non poco a trovare i segni del sentiero ormai quasi del tutto scomparso. Ma la nostra prima meta è ormai ben visibile: con un lungo traverso raggiungiamo ben presto i ruderi dell'Alpe Ventolaro mt 1765.

Al riparo dalle gelide folate di vento mangiamo qualcosa e ci ammutiniamo all'idea di salire in vetta con un simil vento patagonico: dalla bocchetta su cui sorge l'alpeggio l'Ossola è ai nostri piedi, lontano scorgiamo il Cistella immerso dalle nuvole ed imbiancato di fresco.
In poco tempo, mentre eravamo intenti ai preparativi per la discesa, il vento magicamente cala ed anche le nuvole si allontanano velocemente regalandoci una bella finestra di autunno nel suo splendore. Allora decidiamo di lasciare gli zaini e di salire in vetta alla Mazza dell'Inferno, che raggiungiamo dopo un'erta salita, nella parte conclusiva è attrezzata con catene, pur non essendo mai particolarmente esposta.
Dalla vetta il panorama è splendido, grazie alla improvvisa e repentina schiarita: indugiamo a fare foto, poi ritorniamo sui nostri passi, godendo dello splendido ed inaspettato tepore autunnale e del magico colore dei faggi nel bosco..