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Nome: Fabrizio G.
Benvenuti a tutti gli amanti della montagna. Vivo nella zona del Cusio ed amo in maniera sfrenata la montagna e tutti gli sport che la riguardano: ne prediligo l'aspetto invernale,per questo motivo lo scialpinismo è la mia attività preferita. L'augurio è che con queste mie piccole "note a margine" altre persone possano appassionarsi a questo sport e alle nostre belle montagne dell'Ossola. Infine vorrei ricordare a tutti che la meta è là dove ciascuno di noi la pone, non necessariamente sulla cima di una montagna. Quindi prudenza e buon senso, ragazzi!!

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domenica, 03 maggio 2009

Tra i ghiacci del Castello d'Argento: salita al Piz Palù

PIZ PALU' mt 3903

 

Località partenza:  Pianoro sul Vedret Pers mt 2760 (in discesa dalla Chamanna Diavolezza)
Quota di partenza (m.):  2760 circa
Quota vetta (m.): 3903
Dislivello complessivo (m.):  1143
Sviluppo: km. 19,2 a/r
Difficoltà: BSA
Cartografia:
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Svizzera - F.Scanavino,F.Gansser,Previdoli - Ed. CAS-CAI
Scarica Traccia GPS (formato GPX)

Siamo alla stazione di Morteratsch delle Ferrovie Retiche, al termine della lunghissima discesa dal Piz Palù. E' una splendida e calda giornata di primavera, in alto qualche nuvola innocua copre le vette del Bernina: 2000 metri di dislivello in un ambiente glaciale superbo, fantastico, da togliere il fiato! Come non essere soddisfatti, eppure poche ore fa eravamo di tutt'altro umore mentre risalivamo - immersi in una nebbia fittissima e sferzati da un vento gelido - le immani seraccate del Vedret Pers diretti verso il Palù. Oggi abbiamo ricevuto una grande lezione dalla montagna: dapprima ci ha mazziato, poi ci ha concesso di godere della sua immensità e del suo splendore. E di questo ce ne ricorderemo a lungo....

La cronaca di questa giornata comincia molto presto: alle 6 siamo pronti a partire dalla Chamanna Diavolezza, assieme a molti altri scialpinisti di tutta Europa. La gita comincia in discesa, si perdono circa 200 metri di dislivello per arrivare sulla morena del ghiacciaio del Vedret Pers: comincia appena ad albeggiare, e non è facile sciare su una neve durissima e rigelata, superando tra l'altro una bella colata scesa dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi dal Piz Trovat. Giunti sul ghiacciaio mettiamo le pelli ed iniziamo la lunga risalita: il tempo è pessimo, fa freddo e densi nuvoloni coprono tutte le cime. Ben presto entriamo nella nebbia e ci incolonniamo in una lunga processione che risale le seraccate del ghiacciaio: l'innevamento è eccezionale, nei giorni scorsi ha fatto oltre un metro di neve fresca e non vi è alcun problema nel superare la grande seraccata centrale. La scarsa visibilità non mi è amica: i miei occhi vedono tante stelline luccicanti ed ho un po' di nausea, ma il ritmo è buono e si procede speditamente. Peccato non vedere assolutamente nulla: la macchina fotografica giace inoperosa nella sua custodia, e pensare che attorno a noi c'è un ambiente glaciale dal fascino unico! Il morale è sotto i piedi, come faremo a salire con questo tempo che appiattisce tutto? Raggiungiamo la spalla a q. 3700 e siamo sferzati da un vento gelido e impetuoso che ci mette a dura prova. Il buon senso ci farebbe desistere, ma vi sono certi momenti in cui ci si ritrova ad avere una forza ed una determinazione inaspettata, a dispetto delle avversità atmosferiche, E così, senza stare troppo a pensarci, metto i ramponi e inizio a salire la cresta: il vento ed il freddo sono insopportabili, un francese davanti a me mi chiede di sfilare la picozza dal suo zaino, ma a gesti gli faccio capire che non riesco, ho le mani completamente insensibili e non riesco a sciogliere i laccioli. Salgo, il tempo sembra essersi fermato, 30 minuti di sofferenza indicibile, poi quando la cresta spiana capisco che ormai ci sono, la vetta è vicina, un piccolo spiazzo, una stretta di mano, attorno il nulla assoluto, la visibilità è di pochi metri. Non c'è un minuto da perdere, devo scendere immediatamente, altrimenti rischio di collassare. Fortunatamente la cresta è larga ed ottimamente tracciata, e la scarsa visibilità tutto sommato mi aiuta a non pensare alle immani voragini che mi affiancano. Calziamo gli sci, e navighiamo a vista lungo il ripido pendio che adduce alla spalla: bisogna prestare la massima attenzione, perchè finire in un bel seracco non è proprio una bella avventura! peccato, perchè la neve in questo primo tratto di discesa è bellissima, polvere! Ci fermiamo spesso, attendendo qualche breve sprazzo di visibilità che ci consenta di capire la direzione da prendere. Fortunatamente in basso la visibilità aumenta, e così iniziamo a rilassarci, al punto di azzardare un bel ripido passaggio tra i seracchi che avevamo adocchiato ieri dal Diavolezza.

E proprio alla fine di questo pendio bellissimo, la sorpresa, il colpo di teatro: improvvisamente tutto si apre intorno a noi, lasciandoci intravedere nel suo massimo splendore il castello di ghiaccio. Che spettacolo! Rimaniamo a bocca aperta, senza fiato: e proviamo tanta invidia per quanti stanno salendo e che godranno dello splendido spettacolo dall'alto. Un'ora, sarebbe bastato partire un'ora dopo ed avremmo trovato il sole in vetta!!!!
Ma il malumore scompare presto: stiamo sciando su un pendio glaciale immenso, piccoli uomini dispersi in una distesa di ghiaccio che sembra senza confini, essere dentro alla pancia di un ghiacciaio ci regala un'emozione straordinaria. Il Vedret Pers confluisce nell'ancor più ampio Vedret Morteratsch, in una zona molto crepacciata: ora la nostra attenzione è catalizzata dalle bizzarre formazioni di ghiaccio e dalle grandi voragini parzialmente nascoste dalla tanta neve ancora presente. Ed abbiamo un altro motivo di interesse: il Bernina è proprio di fronte a noi, con la splendida cresta di ghiaccio del Biancograt.

Il Bernina con la cresta del Biancograt

Scivoliamo con calma sul ghiacciaio, gustandoci ogni momento della discesa e fermandoci spesso a far foto e commentare le nostre emozioni: ora siamo proprio in fondo, il torrente scorre sotto di noi ancora coperto di neve. Dobbiamo ancora percorrere il lungo tratto pianeggiante che ci porta alla stazione del trenino: tutto perfettamente innevato, leviamo gli sci di fronte ai binari. Ci voltiamo, qualche nuvola copre le vette più alte dove eravamo qualche ora fa: è stata una giornata magnifica, un grazie di cuore a tutti i compagni di questa avventura: Alessandra, Francesca, Giada, Enzo, Luca, Marco e Vittorio........

postato da: salitomania alle ore 13:58 | link | commenti
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