Salitomania

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Utente: salitomania
Nome: Fabrizio G.
Benvenuti a tutti gli amanti della montagna. Vivo nella zona del Cusio ed amo in maniera sfrenata la montagna e tutti gli sport che la riguardano: ne prediligo l'aspetto invernale,per questo motivo lo scialpinismo è la mia attività preferita. L'augurio è che con queste mie piccole "note a margine" altre persone possano appassionarsi a questo sport e alle nostre belle montagne dell'Ossola. Infine vorrei ricordare a tutti che la meta è là dove ciascuno di noi la pone, non necessariamente sulla cima di una montagna. Quindi prudenza e buon senso, ragazzi!!

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venerdì, 27 marzo 2009

Alpe Pieso, verso il Tignolino....

Alpe Pieso, verso il Tignolino....

Alpe Pieso, fotografo in azione.....

Località partenza:  Trontano, fraz.Quara
Quota di partenza (m.):  565
Quota vetta (m.): 1450
Dislivello complessivo (m.):  885 
Sviluppo: km. 13,2 a/r
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:50.000 - DOMODOSSOLA
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
Scarica Traccia GPS (formato GPX)

 

A dire il vero oggi volevamo andare al Pizzo Bandiera a Devero, cercando di sfruttare la finestra di bel tempo prevista... Peccato che, arrivati a Goglio, ci ritroviamo sotto una fitta nevicata "da sfondamento", per cui decidiamo di fare dietro front andando a cercare il bel tempo. Come spesso accade con le perturbazioni confinali, in Val Vigezzo c'è il sole, così dopo breve consulto ci indirizziamo verso una meta per me del tutto sconosciuta ancora: il Tignolino. Certamente non arriveremo in cima, però proviamo a salire imponendoci di girare i tacchi a mezzogiorno, vista l'ora ormai tarda e le temperature primaverili.

Alpe Parpinasca

A Trontano ormai si sente aria di primavera, vista la quota, e così ci incamminiamo sci in spalla per una buona mezz'oretta lungo la poderale di servizio all'alpe Parpinasca. A 750 metri la copertura nevosa è continua, così finalmente riusciamo a calzare sci e ciaspole. Siamo in una bellissima faggeta, e nelo silenzio più totale riusciamo a scorgere alcuni caprioli in cerca di cibo. La neve aumenta a vista d'occhio man mano che ci si avvicina a Parpinasca, dove le baite sono ancora semisommerse: il rifugio creato dall'ente Parco è ovviamente chiuso (e a dire il vero un po' troppo sovradimensionato per i miei gusti....).

Alpe Parpinasca: rifugio Ente Parco

Saliamo ancora per un'oretta, ci imponiamo come meta le baite dell'alpe Pieso, seguendo le numerose tracce che si dirigono verso la Costa dei Bagnoli: giungiamo alle baite verso mezzogiorno, il cielo da azzurro e terso si va via via coprendo, un veloce spuntino consumato sui tetti delle baite (qui la copertura nevosa supera abbondantemente i 2 metri, e siamo a quota 1400!) e scendiamo su una bella neve primaverile sino a Parpinasca, poi lungo la strada con un po' di acrobazie alla ricerca delle lingue di neve rimaste in basso. 
In conclusione, poco più di una passeggiata in luoghi certamente suggestivi che sicuramente rivisiteremo.... 

postato da: salitomania alle ore 19:36 | link | commenti
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giovedì, 26 marzo 2009

Monte Leone, il re delle Lepontine...

MONTE LEONE mt 3554

Località partenza:  Simplon Pass
Quota di partenza (m.):  2005
Quota vetta (m.): 3554
Dislivello complessivo (m.):  1500 (+200)
Sviluppo: km. 18,1 a/r
Difficoltà: BSA
Cartografia: CNS 1:50.000 - VISPSKI
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
Scarica Traccia GPS (formato GPX)

Il Monte Leone è la massima elevazione delle Alpi Lepontine: montagna dal profilo imponente e nello stesso tempo elegante quando la si guarda dalle dolci praterie di Veglia, presenta un aspetto decisamente più docile dal versante di salita scialpinistico, che parte dal Passo del Sempione. E in effetti è una gita relativamente semplice, se non fosse per il notevole sviluppo (oltre 18 km a/r) e per la cresta finale che può risultare più o meno ostica a seconda dell'innevamento. In quest'inverno eccezionalmente prodigo di neve era lecito aspettarsi condizioni ottimali, e così è stato!
La sveglia oggi è suonata molto presto, alle 6.30 siamo già nel piazzale dell'Ospizio pronti a partire, con le prime luci dell'alba che illuminano il Fletschorn. Non fa molto freddo, e si sale rapidi e spediti giungendo in breve al ripido traverso sotto l'Hubschorn, anche questo in condizioni ideali. Risaliamo verso il colle del Breithorn che raggiungiamo dopo circa 3 ore di salita: un passo discreto e costante. Dal Colle la nostra meta è finalmente visibile, si devono perdere circa 150 metri di dislivello dirigendosi verso nord-est sull'ampio ghiacciaio di Alpje: è questo un tratto estenuante, circa due chilometri che percorreremo con qualche difficoltà a causa del forte vento che si è improvvisamente alzato e della neve "marmorea" che ci crea qualche problema. Giunti in prossimità del caratteristico intaglio della cresta lasciamo gli sci e, calzati i ramponi, ci apprestiamo a salire sul filo di cresta: è il tratto più delicato della salita, ma le condizioni sono ottimali, salvo alcuni brevi passaggi rocciosi la cresta è perfettamente innevata e segnata dai  numerosi passaggi. Va comunque percorsa con la massima attenzione e in sicurezza, vista la notevole esposizione sul versante nord, strapiombante sul lago di Avino.
Alle 11.50 siamo in vetta: inutile descrivere la soddisfazione che mi assale, il panorama è veramente fantastico, tutte le principali vette dell'Ossola sono ai nostri piedi!
Il ritorno è stato molto tribolato: i 150 metri da riguadagnare verso il Colle del Breithorn sono eterni, e il vento ora è veramente fastidioso. Troviamo riparo in mezzo ad una gigantesca onda di neve per togliere le pelli ed apprestarci alla discesa: la neve è bella nella parte alta, e ci consente di scendere molto rapidamente. Solo nella parte bassa, dopo il traverso verso il Passo, troveremo neve crostosa non ancora trasformata dal sole. ma ormai siamo arrivati, è stata una giornata lunga, faticosa ma fantastica. 
Il re Leone oggi è stato generoso e ci ha concesso il privilegio di salirlo!

Il Breithorn e il ghiacciaio di Homattu

Il ripido traverso sotto l'Hubschorn è in condizioni ideali

salendo verso il colle del Breithorn, procediamo spediti....

La nostra attenzione fatalmente cade sulla imponente parete nord del Fletschorn

Il ghiacciaio di Homattu e l'Hubschorn dal colle del Breithorn

Colle del Breithorn: lo valichiamo e scendiamo sul ghiacciaio di Alpjje

La cresta, in eccellenti condizioni di innevamento....

Veduta verso il gruppo del Diei-Cistella e la conca di San Domenico

In cresta

postato da: salitomania alle ore 21:19 | link | commenti
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domenica, 22 marzo 2009

Lo Schilthorn non delude mai....

SCHILTHORN da Egga-Rossbode 

 Sua maestà il Fletschorn con il suo ghiacciaio

Località partenza: Egga, Simplon Dorf
Quota di partenza (m.):  1550
Quota vetta (m.): 2794
Dislivello complessivo (m.):  1244
Sviluppo: km. 11,3 a/r
Difficoltà: BS
Cartografia: CNS 1:50.000 - VISPSKI
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Oggi è una giornata stupenda, ma appena sceso dalla macchina un vento gelido entra nelle ossa, e così capisci subito che non sarà una giornata propriamente primaverile.... Molta gente alla segheria di Egga, gita degli amici del corso di scialpinismo del Cai di Gallarate. Con grande piacere incontro Federico (www.thinkice.it), scambiamo quattro chiacchere e poi su  veloci per sfuggire alle folate patagoniche. Il vallone di Rossbode è meraviglioso, si sale con l'occhio costantemente attratto dalla crepaccia terminale del ghiacciaio del Fletschorn, uno spettacolo impressionante! La neve è fantastica e abbondante, e dopo aver superato un ripido canale arrivo alle baite di Rossbodestafel mt. 1930, sommerse dalla neve.

Le baite di Rossbodestafel

Saluto Lele e gli altri amici di Borgo diretti al Griessernuhorn e inizio a risalire i ripidi canali dello Schilte, che sembrano disegnati apposta per deliziare lo scialpinista. Si guadagna quota con fatica, il vento sferza il pendio e solleva turbini di neve. Nonostante il sole le basse temperature non permettono alla neve di trasformare, e la progressione in alcuni casi è problematica, bisogna ricorrere alle (poche) risorse tecniche per stare appesi sui ripidi traversi senza usare i rampant.

Il vento crea giochi di nuvole sul Breithorn

Fortunatamente in alto si entra in una conca abbastanza riparata dal vento, e dopo un ultimo traverso ghiacciatissimo sbuco in cresta e quasi fatico a rimanere in piedi, investito da una folata assurda. Giusto il tempo di raggiungere la vetta, fare due foto e prepararsi alla discesa e poi giù, non è il caso di rimanere un solo minuto a beccarsi questa tormenta.

dalla vetta verso il Passo del Sempione e il lontano Oberland

 Discesa su neve durissima e bella, anche se non ancora trasformata: ma giunti quasi in fondo al canale il sole ha già compiuto il suo eccellente lavoro, ed allora .... firn!

Ma il vero divertimento arriva sotto le baite di Rossbodestafel: senza indugio, notando le numerose tracce, mi infilo nel letto del torrente, e così inizia un toboga da sballo su neve fantastica, aggirando massi, roccette e alberi. A mezzogiorno sono alla macchina, gita ultra rapida ma molto divertente! Lo Schiltorn non delude mai.....

postato da: salitomania alle ore 18:31 | link | commenti (1)
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domenica, 15 marzo 2009

Val Maira, montagne del silenzio.....

Charamaio en Val Mairo
 
 
In val maira c’ero stato diversi anni fa, quando la bici occupava per intero il mio universo sportivo: ci siamo tornati per un breve week end scialpinistico, del quale siamo rimasti molto soddisfatti.
Il viaggio è lungo e faticoso, la strada che risale da Dronero è stretta, a volte ancora in parte ostruita da evidenti e rovinose valanghe cadute durante le eccezionali nevicate di dicembre. L’atmosfera è quasi surreale, si passa per frazioni deserte, case fatiscenti: la neve non manca, è continua ed abbondante da 7-800 metri, quando giungiamo ad Acceglio i tetti delle case sono ancora coperti da metri di neve. Il nostro campo base è a Ponte Maira, piccola frazione a nord di Acceglio: una deliziosa locanda (Mistral - http://www.damistral.it )aperta da poco e ricavata da un’antica magione ottocentesca, cucina a livelli eccellenti curata da Manuela, giovane e coraggiosa ragazza ligure (ma di origine occitane) che ha deciso di costruire il suo futuro su questi monti e a cui auguriamo davvero tanto successo, che sicuramente arriverà viste le premesse
Dopo una deliziosa cenetta conversiamo piacevolmente con gli altri ospiti della locanda, due signori austriaci che sono qui da una settimana e che ci daranno preziosi consigli per l’indomani. Già, perché le possibilità scialpinistiche che la Valle Maira offre sono incredibili: il bel libro di Bruno Rosano – Charamaio en Val Mairo – riporta ben 108 itinerari, e viste le condizioni ottimali c’è dunque da operare una dolorosa scelta…..
Sabato 14  - salita al Monte Eighier
Località partenza: Chiappera - ponte Souttan (termine strada)
Quota di partenza (m.):  1626
Quota vetta (m.): 2576
Dislivello complessivo (m.):  950
Sviluppo:
Difficoltà: BS
Cartografia:
Rif.bibliografici:  Charamaio en Val Mairo - B.Rosano 
Sabato ci svegliamo presto, e dopo un abbondante colazione puntiamo verso Chiappera, ultimo baluardo alla testata della valle, punto di partenza per numerose gite. L’occhio è subito attratto dalle ardite guglie calcaree della Rocca Provenzale, e noi saliremo proprio lì di fianco: meta il monte Eighier, forse il Cervet se saremo abbastanza rapidi.
 

La neve è dura ma non ghiacciata, si sale comodi con temperature gradevoli: qualche canale un po’ ripido mette in apprensione Ornella ed Andrea, le nostre due “mascotte” alle prime armi con lo sci alpinismo, ma tutto si risolve nel migliore dei modi, ora il sole è alto e ci riscalda piacevolmente. Il panorama è fantastico, selvaggio: pochissima gente in giro, solo noi e la montagna. Giungiamo al colle Greguri, qui le pendenze si addolciscono notevolmente: vista l’ora tarda e le temperature elevate decidiamo di abbandonare la salita al Cervet, che ci accontentiamo di ammirare da lontano,ed optiamo per il più abbordabile Eighier.
Lo raggiungiamo in breve, indugiando poi a lungo in vetta e gustandoci a dovere la bellezza dei monti che ci circondano.
Alle 11,30 siamo pronti per la discesa, e che discesa! Uno splendido firn appena scaldato dal sole e “cotto” al punto giusto: sin troppo facile sciare bene in queste condizioni….
 Le ardite guglie del gruppo Castello-Croce Provenzale
Le cose belle finiscono presto, purtroppo, e siamo a valle in men che non si dica: abbiamo tutto il tempo per crogiolarci al sole e fare un po’ di addestramento ARVA nei pressi della pista da fondo….
Domenica 15  - salita alla cima Soleglio Bue
 
Località partenza: Chialvetta - Acceglio
Quota di partenza (m.):  1475
Quota vetta (m.): 2413
Dislivello complessivo (m.):  938
Sviluppo:
Difficoltà: MS
Cartografia:
Rif.bibliografici:  Charamaio en Val Mairo - B.Rosano 
Chialvetta è una vera oasi di pace, raggiungibile in pochi minuti dal centro di Acceglio risalendo il Vallone Unerzio. In inverno la strada finisce qui, nella piccola piazzetta ai piedi della frazione, che merita sicuramente una visita. Oggi siamo indecisi se salire al Bric Boscasso, una delle gite più frequentate della valle, oppure a Soleglio Bue: optiamo per quest'ultimo, più breve e sicuramente meno frequentato. E' una gita molto bella e selvaggia, per gran parte si snoda in un bellissimo lariceto che lascia il posto ad uno splendido pianoro occupato dalle Grange Ussiera.

Si risale poi un selvaggio vallone, sbarrato dalle pendici nord del Boscasso e devastato da una rovinosa slavina che ha divelto decine di larici. Si svolta a sinistra per un ripido canale - che fortunatamente ha già scaricato in abbondanza -   e si giunge alla base della parete rocciosa del monte Piutas, risalendo il canale alla sua sinistra, che nella sua parte terminale presenta una notevole pendenza: si giunge così ad una depressione che, risalita verso sinistra conduce ad un'ampia vetta innominata. Posizione invidiabile su tutte le principali cime della valle Maira, con il Monviso attento guardiano.

La discesa di oggi purtropp non si è rivelata un gran che: ne abbiamo avuto subito sentore salendo, e del resto l'esposizione a nord non ci lasciava dubbi: però nella parte alta del canale ci siamo divertiti un sacco, nel bosco un po' meno.....

postato da: salitomania alle ore 20:03 | link | commenti
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