GRAN COULOIR STOLEMBERG - VALLONE DELLE PISSE
Tornati ad Alagna, nuova risalita ai Salati. Ci attende il Vallone di Bors: appena usciti dalla telecabina si sale a piedi per poche decine di minuti lungo lo spallone dello Stolemberg sino ad imboccare il primo canale che scende nel vallone di Bors (molto ripido e valanghivo, le condizioni devono essere ottimali). Il vallone di Bors è quanto di più selvaggio esista, molto ampio e ricco di varianti e canali laterali: lo si percorre arrivando alla vecchia stazione di partenza della bidonvia Balma, ora in disuso, e si continua sino all'alpe Bors mt 1895, letteralmente sommersa dalla neve.
Con divertenti saliscendi e prestando la dovuta attenzione ad alcuni passaggi obbligati un poco ostici da superare con gli sci si giunge infine all'Alpe Pile (rif. Pastore nt 1576). E' doveroso voltarsi ed ammirare in tutta la sua grandiosità la parete del Monte Rosa ancora baciata dal sole: noi invece - vista l'ora ormai tarda - siamo da parecchio entrati in ombra. Un ultimo sforzo e un po' di ....motocross ci portano a raggiungere la strada che porta alle cascate dell'Acqua Bianca. La si segue fedelmente sino al parcheggio degli impianti del Wold e poi ad Alagna, un po' con gli sci sfruttando la neve ai bordi e un po' a piedi: un po' di safari non guasta, a conclusione di una giornata da ricordare.......
PASSO ZUBE - VALLONE OTRO
Anche se va un po' contro ai miei attuali principi, secondo i quali le montagne prima di scenderle bisogna salirle con i propri mezzi, è bello ogni tanto fare qualche eccezione alla regola.....
Oggi siamo ad Alagna, e la prima cosa che salta agli occhi è la quantità sproporzionata di neve caduta in Valsesia quest'anno, le strette viuzze di Alagna sembrano trincee scavate nella neve!
Primo round: si sale con le telecabina del Passo dei Salati, spartiacque con il versante di Gressoney, e si scende per qualche centinaio di metri lungo la pista che porta al Gabiet per poi abbandonarla decisamente obliquando i ripidi pendii sotto al Corno Rosso. Messe le pelli, con una breve risalita di circa 45 minuti (300 mt) si guadagna il Passo Zube mt 2840. Metri di neve, ci aspetta una lunga ed esaltante discesa nel vallone di Otro toccando prima le baite di Pianmisura e poi quelle di Otro con le sue piccole frazioni walser. Con un ultimo tratto di sci-safari nel bosco si ritorna ad Alagna. Massimo risultato con minimo sforzo, senza dubbio per ambiente e qualità della neve uno dei migliori fuoripista del Monterosa Ski.
LA CIMA mt 1810 - VAL VIGEZZO
Località partenza: Malesco, imbocco strada per la Val Loana (chiusa al traffico)
Quota di partenza (m.): 764
Quota vetta (m.): 1810
Dislivello complessivo (m.): 1046
Sviluppo: km. 14,5 a/r
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:50.000 - DOMODOSSOLA
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Approfittiamo della finestra di bel tempo prevista oggi per fare questa bella gita, assolutamente sicura e facile. Vedere così tanta neve in Val Vigezzo fa sempre un po' impressione, ma quest'anno ci sta regalando emozioni a non finire.
La gita inizia a Malesco all'imbocco della strada che porta in Val Loana, che d'inverno non è transitabile. Dovremo risalirla per oltre 3 chilometri, unico neo negativo della gita, sino a trovare la graziosa Cappella del Sasso Broglio. Ancora 100 metri e sulla sinistra si diparte una strada di servizio , recentemente realizzata : la abbandoniamo ben presto tagliando con decisione nel bellissimo bosco di faggi e giungendo presto agli ampi spazi aperti dell'Alpe Cortino (mt 1491).
L'alpeggio è in splendida posizione panoramica al limite del bosco, con le baite splendidamente ristrutturate.
La gita prosegue ora su pendii boscosi decisamente più ripidi ed interessanti, caratterizzati da alcuni splendidi esemplari di faggio: attorno a noi tutta la val Vigezzo e la Val Loana, porta di ingresso della Valgrande. Superiamo l'ultimo tratto di bosco, ed eccoci in prossimità della nostra meta, che raggiungiamo lungo un'ampia cresta. Splendido il panorama, ancora più splendida la prima parte di discesa sino all'Alpe Cortino, poi il bosco ci riserva una neve più pesante e crostosa ma comunque ben sciabile. Il rientro lungo la strada è divertente e veloce, per gli amici ciaspolatori Giada, Ornella e Vittorio un po' meno, ma anche oggi si sono comportati più che bene!
CORONA TROGGI- Devero
Località partenza: Alpe Devero, parcheggio di Cologno (prima della galleria)
Quota di partenza (m.): 1500
Quota vetta (m.): 2227
Dislivello complessivo (m.): 727
Sviluppo: km. 7,7 a/r
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1290 - HELSENHORN
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Le previsioni non lasciavano molte chances: MeteoSvizzera dava neve in arrivo dal pomeriggio, e così la gita di oggi doveva essere breve e veloce: niente di meglio della Corona Troggi a Devero.
Lasciate le auto prima della seconda galleria di Devero ci ritroviamo a risalire il ripido canale verso Gli Orli e La Forcoletta: da qui si devia verso est risalendo il bel lariceto sino all'Alpe Fontane (1910 mt), letteralmente sommersa dalla neve. Ancora per ripidi canali si giunge infine ad ampi spazi aperti che risaliamo sino a giungere alla dorsale della Corona Troggi, a picco sul lago di Agaro. E qui scatta il dubbio toponomastico! Riguardando infatti la Carta Nazionale Svizzera al 25.0000 (fgl. Helsenhorn) infatti la Corona Troggi propriamente detta è in realtà l'ampia cresta posta a strapiombo sulla diga di Agaro che separa il Monte del Sangiatto a nord dal Pizzo Nava a sud. La sua massima elevazione è localmente indicata come Pizzo Troggi (mt 2309) ed è raggiungibile aggirando da nord la fascia rocciosa che preclude la vista del Sangiatto dalla nostra "finta vetta". Consapevoli e felici di aver sbagliato cima (quella vera che intravediamo è avvolta dalle nuvole) ci prepariamo in un battibaleno per la discesa, in quanto nubi minacciose incombono sopra di noi. Troviamo ampi tratti di bella neve, qualche breve tratto di crosta e ancora bella neve nel bosco, sino a giungere nel canale della Forcoletta dove ci si arrangia un po' con la sana arte del ravanage....
Il tempo di raggiungere le macchine ed inizia una copiosa nevicata: tempistica perfetta, la vera Corona Troggi (o meglio il Pizzo Troggi) lo lasciamo alla prossima occasione.
Per chi volesse comunque raggiungerlo seguento il nostro itinerario, consigliamo, dall'Alpe Fontane, di risalire il primo canale a sinistra e poi puntare decisamente verso nord aggirando la fascia rocciosa che scende dal Pizzo Troggi.
Tour del Passo Monscera
Località partenza: Graniga, oratorio di San Bernardo
Quota di partenza (m.): 1630
Quota vetta (m.): 2103
Dislivello complessivo (m.): 630
Sviluppo: km. 10,1 a/r
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:50.000 fgl. 1290 - VALLE ANTIGORIO
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Oggi piacevole passeggiata in Val Bognanco: erano alcuni che non salivo a San Bernardo e alla conca del Monscera, e devo ammettere che il posto ha sempre il suo fascino, nonostante la presenza dell'orribile elettrodotto che porta in Svizzera. La rada vegetazione, gli ampi spazi aperti danno proprio la sensazione di "grande nord" canadese.
La gita è di una semplicità disarmante, e non a caso è molto frequentata soprattutto dai ciaspolatori, che compiono questo splendido anello attorno al Passo Monscera con immancabile sosta al rifugio Gattascosa. Noi siamo saliti da Arza, per evitare poi la fastidiosa risalita a San Bernardo: la pista è strabattuta dal gatto e dalle motoslitte (vera piaga di questi luoghi), sembra quasi di risalire una pista da sci. Ma le dolci pendenze e la compagnia aiutano a rilassarsi, ogni tanto ci vogliono anche queste gite defaticanti.... e poi a dispetto delle previsioni, il cielo è azzurro e non fa troppo freddo. Con la massima calma raggiungiamo il passo Monscera, una rapida occhiata al Pizzo Pioltone e allo splendido panorama verso le cime svizzere del Sempione e siamo pronti alla discesa, che dapprima tocca il rifugio Gattascosa e poi entra in un bosco fatato da cui sembra debba uscire un folletto da un momento all'altro....
PIZZO TRACCIORA MT 1917
Località partenza: Rossa, Valsesia (Val Sermenza)
Quota di partenza (m.): 813
Quota vetta (m.): 1917
Dislivello complessivo (m.): 1104
Sviluppo: km. 9,5 a/r
Difficoltà: BS
Cartografia:
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valsesia - M.Maffeis - Ed. BLU
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Nella scorsa settimana tantissima neve in Valsesia, ed oggi ne abbiamo approfittato per salire il Pizzo Tracciora da Rossa: cima molto panoramica quanto drammaticamente priva di neve nelle ultime stagioni, ma quest'inverno è destino che si riescano a fare gite inimmaginabili, e così eccoci pronti alla partenza in quel di Rossa, grazioso paesello all'imbocco della Val Sermenza. In barba alle previsioni meteo che davano temperature polari, l'inversione termica ci regala una salita decisamente molto accaldata: neve abbondante già dalla partenza, ma l'esposizione a sud rende già problematico il primo tratto di salita (e in discesa difatti toglieremo gli sci per evitare troppi danni alle solette).
Si toccano le deliziose baite della frazione Piana (mt.1050) e poi si entra in una bella faggeta toccando via via alcuni alpeggi e cappellette molto caratteristici. Gli spazi si aprono, così come i panorami, giungendo all'Alpe Pian Campello, letteramìlmente sommersa dalla neve.
Da qui in poi ancora un breve tratto di faggeta e quindi si sale seguendo fedelmente l'ampia linea di cresta sino alla vetta del Tracciora: silenziose compagne di salita tutte le principali vette della Valsesia, il panorama è veramente eccezionale dalla vetta!
Discesa su neve un po' pesante, troppo scaldata dal sole: ma una volta giunti all'alpe Pian Campello si scende il vallone in ombra verso ovest e qui si trovano pendii decisamente deliziosi da sciare: poi un divertente tratto in mezzacosta nel bosco ci porta alla graziosa frazione di Rainero (pregevole chiesetta dalla facciata affrescata). Da qui in poi scatta il ravanage, sono ammesse tutte le tecniche di sopravvivenza: si attraversano le strette viuzze selciate di Piana, quindi orti con steccati, fili di teleferiche, insomma ci si arrangia nel migliore dei modi.... ma il bello dello scialpinismo in fondo è anche questo!
Degna conclusione di giornata nella graziosa trattoria di Rossa a reintegrare i liquidi e le proteine perse con ottimi taglieri di salumi e formaggi.
PS - In zona si segnala la presenza di numerose donzelle solitarie (ciaspolatrici e scialpiniste) che rendono oltremodo piacevoli le relazioni sociali!!!!!
Monte del Sangiatto - Devero
Località partenza: Alpe Devero, loc. Ai Ponti
Quota di partenza (m.): 1630
Quota vetta (m.): 2387
Dislivello complessivo (m.): 760
Sviluppo: km. 11 a/r
Difficoltà: BS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1290 - HELSENHORN
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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Condizioni strepitose a Devero: la perturbazione che nei giorni scorsi ha regalato molta neve in pianura in Ossola è stata decisamente più blanda: circa una ventina di centimetri, ma di grande qualità, complici le basse temperature e la quasi assenza di vento, che è sempre il nemico più temibile...
La meta di oggi è il Monte del Sangiatto: dislivello non eccessivo ma discreto spostamento, la classica "gita d'ambiente" come si suol dire. E che ambiente! Devero non finisce mai di stupire, quest'anno le condizioni di innevamento sono a dir poco eccezionali! Si sale dalla piana di Devero lungo il sentiero invernale per Crampiolo, toccando la radura di Corte d'Ardui per poi risalire una serie di vallette e di radure alla volta dei laghi del Sangiatto: percorso non facilmente intuibile dal basso, occorre conoscere bene i luoghi!
L'Alpe Sangiatto è letteralmente sommersa di neve: la si passa per deviare verso destra alla volta del lago superiore di Sangiatto, dove si risale con decisione verso la Bocchetta di Scarpia. Ambiente fantastico, pendii immacolati, solitudine.......
Il pendio sommitale del Sangiatto, solitamente privo di neve o pericolosamente ventato, oggi si presenta in condizioni fantastiche, anche se il tratto è molto ripido e richiede la dovuta attenzione: una volta giunti sul piano inclinato finale le fatiche e le apprensioni sono terminate, e l'arrivo in vetta è ormai imminente. Ci si rilassa al tiepido sole (incredibilmente non tira un filo di vento), ci si guarda attorno estasiati e ci si prepara ad una discesa memorabile, una delle migliori che ricordi per qualità della neve. Peccato che la conformazione stessa della gita non consenta una grande sciata una volta ritornati alla piana dell'Alpe Sangiatto, ma la parte alta è veramente da antologia......
SEEHORN - CIMA DEL LAGO mt 2438
Località partenza: Gabi - CH.Wallis sulla SS del Sempione
Quota di partenza (m.): 1230
Quota vetta (m.): 2438
Dislivello complessivo (m.): 1210
Sviluppo: km. 11,5 a/r
Difficoltà: BS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1309 - SIMPLON
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia,Previdoli - Ed. GROSSI
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.... le magagne sono quelle fisiche di fine anno che mi hanno messo fuori uso per oltre una settimana proprio durante le vacanze natalizie e con così tanta e bella neve in giro! Potete immaginare il mio morale, sotto alla punta delle scarpe!!! Con non pochi dubbi dunque oggi mi aggrego alla combriccola, mal che vada mi fermo prima e torno indietro!!
Il benvenuto al Sempione non è certo incoraggiante. Freddo, secco e pungente, la ghiacciaia di Gabi non si smentisce: che la gita sia in condizioni lo testimonia l'ampia traccia di salita -praticamente un'autostrada - che risale il ripido bosco iniziale prima di affacciarsi a toccare numerose e belle radure punteggiate di baite. Il sole si fa vedere con molta parsimonia, solo affrontando l'ultimo ripido pendio si esce completamente allo scoperto: è molto raro trovare così tanta neve su questo piano inclinato sferzato da venti patagonici, e in effetti si deve fare i conti con enormi sastrugi che vanno debitamente aggirati. La vetta - purtroppo deturpata da antenne e ripetitori - presenta cornici impressionanti sul versante dirupato verso le gole di Gondo: però in cima si sta bene, non tira nemmeno troppo vento e il panorama è di prim'ordine, soprattutto verso il trittco del Sempione (Weissmies. Lagginhorn e Fletschorn) ed il Monte Leone.
La discesa è stata veramente da urlo: dopo il primo tratto in cui occorre prestare un po' di attenzione per aggirare i sastrugi, la sciata si fa via via più godibile: ma è nel bosco che troviamo finalmente condizioni ottimali, polverina su fondo duro, un vero sballo!
Che dire, grande gita, sono veramente soddisfatto..... e poi in vetta ho incontrato il simpaticissimo trek di fuorivia, è stato veramente un piacere fare la sua conoscenza. !!!!