Località partenza: St.Oyen, Foyer du Fond
Quota di partenza (m.): 1367
Quota vetta (m.): 2755
Dislivello complessivo (m.): 1388
Sviluppo: 14 km a/r
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS- 1:50.000 fgl. 292-Courmayeur
Rif.bibliografici: Orizzonti Bianchi - Mezzavilla,Pellissier - ed. Martini
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)
Splendida giornata oggi nel vallone del Flassin: nonostante sia una delle gite più frequentate della Valle d'Aosta, oggi c'è poco movimento al parcheggio del Foyer du Fond di St.Oyen, punto di partenza dell'itinerario.
La prima parte, piena esposizione nord, risale un ampio pendio prativo (un tempo servito da impianti di risalita), dopodichè si risale uno splendido bosco di abeti seguendo o tagliando una strada forestale. L'aria è frizzante e si sale rapidi:quasi senza accorgercene giungiamo al sole, nei pressi delle baite della Combe Flassin (mt. 2250): il vallone del Flassin è davanti a noi nella sua splendida veste innevata.
Il sole ora non dà tregua ed accentua la fatica della salita: si risale senza difficoltà alcuna gli ampi pendii che portano alla depressione tra il Mont Flassin, alla nostra sinistra, e la testa Cordella alla nostra destra. La vetta si raggiunge in pochi minuti risalendo il ripido pendio terminale, che abbiamo percorso in parte con gli sci e poi a piedi.
Il panorama dalla vetta è quanto di meglio ci si possa aspettare, vista la giornata splendida: tutte le principali cime del Bianco sono in bella vista, sotto di noi l'ampio vallone di Vertosan e l'affilata cresta che collega il Flassin alla Punta Valletta attraverso il Col Citrin
Discesa tutto sommato divertente, nonostante l'ora tarda la neve non era poi così disastrosa: da rilevare l'innevamento perfetto e costante lungo tutto l'itinerario, gita da consigliare ampiamente, anche se un po' di neve nuova non guasterebbe....
Località partenza: Simplon Pass (primo paravalanghe verso Brig)
Quota di partenza (m.): 1967
Quota vetta (m.): 2852
Dislivello complessivo (m.): 885
Sviluppo:
Difficoltà: BS
Cartografia: CNS- 1:25.000 fgl. 1289- Brig
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia Previdoli -ed. Grossi
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)
Dopo svariati tentativi sempre falliti a causa delle bizze atmosferiche oggi abbiamo approfittato di condizione meteo a dir poco spaziali per fare questa bella traversata, che ci ha regalato una splendida discesa verso Rothwald-Wasenalp lungo pendii magnifici e sostenuti: la neve non era delle migliori ma comunque sciata di grande soddisfazione! Proprio la discesa su Rothwald è il piatto forte di questa gita, per cui nel caso vi venisse voglia di ripeterla vi consiglio di organizzarvi con le macchine lasciandone una al parheggio di Rothwald o di Ganterwald, o altrimenti calcolare bene i tempi ed usare il servizio autopostale svizzero (ma le corse non sono poi frequentissime...)
Partenza dallo scivolo del primo paravalanghe lato Briga, primo tratto impegnativo nella ripida boschina con neve insidiosa (vietato sbagliare inversioni...): la temperatura è decisamente invernale e ci metto un bel po' a scaldarmi. 
Poi il sole fa capolino e la boschina si dirada, consentendoci di tirare finalmente il fiato.
Si arriva al ghiacciaio Chaltwasser (o meglio alle sue antiche morene terminali) e si procede verso Est piacevolmente cullati da un sole mai fastidioso: in breve appare la sagoma inconfondibile del Terrarossa e la bastionata del Monte Leone (la paretina ghiacciata è ormai ridotta al lumicino, che tristezza....). Si giunge alla vasta spianata del lago di Chaltwasser (mt. 2756), dove si punta decisamente verso ovest risalendo il pendio terminale- parecchio spelacchiato - che ci porta in vetta al Mäderhorn mt 2852.
Panorama splendido, foto di rito e ci incamminiamo verso l'attacco del ripido pendio nord che immette nella Bodmertälli: la neve nel primo tratto scarseggia e ci costringe a portare gli sci in spalla per circa 10 minuti, poi però una volta calzati gli sci ci aspetta una lunga e bellissima discesa lungo il selvaggio vallone che porta a Rothwald-Wasenalp: speravamo di trovare neve farinosa, vista l'esposizione nord, ed invece ci siamo imbattuti in alcuni tratti di neve crostosa (specie in alto), comunque sempre portante. Insomma, una gita divertente e completa, che ci ha soddisfatto pienamente....
Località partenza: Vetan, nei pressi hotel Notre Maison
Quota di partenza (m.): 1671
Quota vetta (m.): 2771
Dislivello complessivo (m.): 1100
Sviluppo:
Difficoltà: MS
Cartografia: IGC fgl.4 1:50.000 Massiccio del M.Bianco
Rif.bibliografici: Orizzonti Bianchi - Mezzavilla, Pellissier - ed. Martini
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)
La meta di oggi è la Punta Leysser, una delle gite più frequentate della Valle d'Aosta: è impressionante notare lungo la salita il grado di aratura dei pendii, c'è passato veramente il mondo intero nei giorni scorsi! Dunque azzeccata l'idea di fare la gita durante la settimana, ed infatti oggi trovo soltanto 4 persone che scendono e nessuno in vetta!
Purtroppo la neve in basso comincia a scarseggiare e ogni tanto si fa qualche escursione sui prati, ma la vera nota negativa è rappresentata dalla cattiva qualità della neve stessa, complice un forte rigelo notturno e una non perfetta trasformazione a causa delle temperature basse nonostante il sole. Insomma, ci si arrangia, la meta è talmente evidente che si può spaziare a piacimento lungo gli ampi e dolci pendii di salita. Scelgo la via di salita classica che punta alla sella ad est della punta: da qui si arriva in vetta su un'ampia dorsale in brutte condizioni (ho messo i rampant per sicurezza, di solito li uso raramente!!!)
La vetta è in una posizione assolutamente privilegiata dal punto di vista panoramico: si gode una splendida vista sul Bianco, sui vicini Vertosan e Fallere e sul gruppo della Grivola-Grand Nomenon.
Discesa piuttosto fastidiosa su neve portante ma crostosa, solo in basso si riesce a fare qualche bella curva.
In conclusione, bella e facile gita panoramica. Un consiglio spassionato: vista la frequentazione da evitare accuratamente nei week end, si potrebbe restare travolti da orde barbariche di ciaspolatori....
Località partenza: Cheggio
Quota di partenza (m.): 1497
Quota vetta (m.): 2345
Dislivello complessivo (m.): 848
Sviluppo:
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS- 1:25.000 fgl. 1329- Saas
Rif.bibliografici: Scialpinismo in Valdossola - Bonavia Previdoli -ed. Grossi
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)
Sicuramente la valle Antrona è la più selvaggia delle valli ossolane. Nonostante l'offerta turistica sia alquanto limitata, sta vivendo ultimamente un certo risveglio, grazie anche al piccolo impianto da sci di Cheggio che oggi faceva registrare il tutto esaurito. E' proprio da Cheggio, alla testata della valle, che parte questa gita, breve ma di grande soddisfazione, che risale il vallone del Fornalino sino all'omonimo passo che divide la Valle Antrona da quella di Bognanco.
Il percorso, sin troppo evidente, risale l'intero vallone seguendone l'ampia conformazione orografica. Alcuni tratti e traversi abbastanza ripidi richiedono attenzione, ma oggi la neve è splendida e non dà alcuna preoccupazione. V'è da dire che le ripide pareti laterali sono soggette a valanghe e quindi la salita è da effettuare solo in condizioni sicure.
Giungiamo sul Passo del Fornalino baciati da un sole primaverile. Splendida la visuale che abbraccia tutto il tragitto percorso, dominata dalla mole imponente del Pizzo Andolla. La discesa, complice una neve perfettamente trasformata, è stata sicuramente la migliore della stagione, divertente trovare il giusto passaggio tra gli enormi massi erratici disseminati lungo il vallone.
Località partenza: Ozein-fraz. Daillet
Quota di partenza (m.): 1478
Quota vetta (m.): 2653
Dislivello complessivo (m.): 1175
Sviluppo: km. 8,6
Difficoltà: MS
Cartografia: IGC-1:50.000 fgl. 3-Parco nazionale Gran Paradiso
Rif.bibliografici: Orizzonti Bianchi - Mezzavilla e Pellissier - Ed. Martini
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)
E' la gita forse più frequentata della Valle d'Aosta, in Internet si trovano decine di relazioni, foto... .
Eppure stamattina arrivo ad Ozein e non c'è nessuno...
Vabbè, tanto meglio, mi preparo e mi avvio lungo la strada forestale che porta agli alpeggi alti di questo piccolo comune valdostano: il tragitto è lungo, e già comincio a smoccolare pensando agli infiniti chilometri percorsi domenica scorsa verso l'Arnergale.
Qui però per fortuna ogni tanto si può tagliare qualche tornante, e poi, man mano che ci si alza di quota, si ha davanti agli occhi un panorama di bellezza inaudita, complice la posizione assolutamente centrale di questa montagna.

Il sole, caldo ed invitante, mi illumina mentre giungo agli ampi pratoni degli alpeggi di Romperein(mt. 1870): ancora tratti di strada e di bosco rado e si giunge all'ultimo alpeggio, Champchenille (mt.2168). La vetta, spazzata da un vento a tratti fastidioso, è di fronte a noi, una immensa distesa di neve da solcare a piacimento.
In vetta, con un occhio di riguardo alle vistose e pericolose cornici, non rimane che godere di uno spettacolo straordinario. Sotto di noi la conca di Pila con le sue piste affollate (l'eco degli altoparlanti che diffondono musica arriva sino a qui, incredibile...), tutt'intorno una serie infinita di cime innevate.
Discesa da dimenticare, la neve è una crostaccia infame per quasi tutto il tragitto, salvo brevi tratti nel bosco sotto Champchenille: ma non importa, oggi quello che importava era riempirsi gli occhi di montagne incantate....
Località partenza: Muhlebach - partenza seggiovia
Quota di partenza (m.): 1230
Quota vetta (m.): 2260 (baite di Schare-arrivo impianti)
Dislivello complessivo (m.): 1030
Sviluppo: km.
Difficoltà: MS
Cartografia: CNS fgl. 1270 1:25.000 - Binntal
Brutto tempo in Ossola: avevamo in programma il Maderhorn dal Simplon Pass con discesa a rothwald, ma sul Sempione tirava una bufera mica da ridere, per cui ci siamo detti: o la solita risalita a Rothwald-Wasenalp verso l'Hohture oppure andiamo a vedere posti nuovi...
Diciamolo subito a scanso di equivoci e senza toni polemici verso chi ha fatto la gita in situazioni diverse e l'ha relazionata su Internet: lo sci alpinismo è un'altra cosa, qui - a meno di salire con gli impianti - si portano a spasso gli sci per oltre 7 chilometri lungo una bella ma estenuante strada forestale che risale un bel bosco di abeti con lunghi traversi sino ad arrivare a Chaserstatt (mt 1772). Abbiamo poi proseguito sul bordo delle piste della piccola stazione sciistica sino ad arrivare al punto di massimo arroccamento degli impianti, a quota 2260 presso le baite di Schare. Qui abbiamo gettato la spugna, complice l'ora tarda e il gelido vento: la vetta dell'Arnergale, quotata 2623 mt è ancora ben lontana, e raggiungibile al prezzo di un lungo trasferimento su pendii di ben poca soddisfazione. Francamente ne avevamo abbastanza....
Unica consolazione la discesa su bella neve con ottimi tratti in fuoripista a bordo impianti: troppo poco per raddrizzare la giornata!