Località partenza: St. Rhemy en Bosses
Quota di partenza (m.): mt 1700
Quota vetta (m.): 2902
Dislivello complessivo (m.): 1202
difficoltà: MS
Cartografia: CNS- fgl. 292 Courmayeur 1:25.000
Rif.bibliografici:
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Probabilmente nelle vallate del Gran San Bernardo oggi si è instaurata, per dirlo in gergo meteorologico, una bolla anticiclonica di origine sahariana... Fatto sta che alle 8.30 del mattino, quando ci apprestiamo a salire, la neve è già una pappetta informe modello granita. La strada è chiusa poco oltre St. Rhemy, prima del ponte sul torrente.
La gita in sè non è stata malaccio, a parte il trasferimento iniziale un po' palloso nel valloncello che sale parallelo alla statale: superato l'ingresso del tunnel con i suoi orripilanti edifici (un vero pugno nello stomaco..) abbiamo deviato poco oltre il Plan d'Arc per il ripido canalino in direzione nord, che aveva già scaricato abbondantemente. Ci si ritrova così ad abbreviare un bel pezzo di strada, e dopo aver attraversato nuovamente la statale si prosegue in direzione N-NO verso l'evidente dente granitico della Tour des Fous che sovrasta gli alpeggi di Montagne Baus mt 2356.
Si segue il canale immediatamente a destra del monolite, prima in direzione N-NO con facile progressione si punta ad un colletto dove si può optare per la salita alla Tete Fenetre o all'omonimo colle(stando sulla destra, direzione NO) o per il Fourchon, la cui vetta è già in vista in direzione O-SO. Il sole cocente e l'assoluta calma di vento hanno messo a dura prova la mia resistenza, ma pian piano avanzo verso la selletta che separa il Fourchon dal Pain de Sucre.
Si lasciano gli sci a pochi metri della vetta, che si raggiunge con una facile arrampicata sulle rocce: panorama a 5 stelle che merita veramente la sudata inverosimile.

Discesa discreta nel primo tratto, poi puro ravanage nella pappetta insidiosa: abbiamo fatto il canale a destra della Tour des Fous (scendendo) sperando di trovare neve trasformata, ma anche lì nulla da fare... Sono sfinito, forse non ho ben recuperato l'uscita di mercoledì all'Entrelor, e per evitare guai peggiori decido di proseguire sulla statale, ben innevata, che ci riporta a St. Rhemy. Sorrido pensando che l'ultima volta questa strada l'ho fatta in bici recensendo la salita al Colle del Gran San Bernardo......
Località partenza: Rhemes-Notre Dame loc. Bruil
Quota di partenza (m.): mt 1723
Quota vetta (m.): 3430
Dislivello complessivo (m.): 1707
difficoltà: MS-BS per l'impegno fisico
Cartografia: IGC 1:25.000 fgl. 102 Valsavarenche-Val di Rhemes
Rif.bibliografici:
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Una gita come questa val bene una giornata di ferie! Per me che intendo lo sci alpinismo come contatto vero e solitario con la montagna e i suoi silenzi, alcune gite mi sembrano sin troppo affollate e spesso ci si ritrova a fare la fila per raggiungere la vetta di qualche cucuzzolo. Eh, sì, perchè alla fine, gira che ti rigira, ci si ritrova sempre sulle gite più gettonate, che generalmente sono anche le più facili. E' il caso dell'Entrelor, che è ormai una classica della Val di Rhemes.
Oddio, 1700 metri di dislivello non sono mica bruscolini, e non si fanno tutti i giorni. Così, con qualche preoccupazione per il mio stato di allenamento,eccoci in una splendida giornata di sole nella piazzetta di Rhemes Notre Dame, splendida località di questa che è una delle valli più belle del Gran Paradiso, intima e raccolta.
Si supera il ponticello e si inizia a risalire il bosco seguendo le innumerevoli tracce di salita. Neve molto dura, inizia a scarseggiare e si pesta qualche radice, ma si sale senza grossi problemi: fuori dal bosco, nei pressi di una croce in legno, ci appare
in tutta la sua maestosità e bellezza il vallone di Entrelor: sembra disegnato apposta per lo sci, se non fossimo entro il parco probabilmente qualche scriteriato avrebbe già avanzato progetti di mega impianti di risalita!
La giornata è fantastica, non una nuvola in cielo, leggera brezza e soprattutto silenzio e solitudine.
Le pendenze non sono mai impossibili, si sale di buon passo
superando un primo colletto ed affrontando poi un tratto quasi pianeggiante ideale per una sosta ristoratrice prima dell'ultimo ripido tratto finale che aggira sulla sinistra quel che rimane del ghiacciaio di Entrelor.
Pochi metri ci separano dalla cima (che in realtà è l'anticima, ma quasi tutti arrivano qui...): che dire, lo spettacolo sul Gran Paradiso ed i suoi satelliti è spettacolare!
Wildstrubel - Alpi Bernesi - 11 marzo 2007
Località partenza: Gemmi Pass - Leukerbad
Quota di partenza (m.): mt 2346
Quota vetta (m.): 3244
Dislivello complessivo (m.): 1050
difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1267-Gemmi
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Arriviamo a Leukerbad nel pomeriggio, tira un vento mica male e la salita in funivia al Gemmi Pass è da cardiopalma, con la cabina che balla in maniera impressionante. Alloggiamo all'Hotel WIldstrubel, una via di mezzo tra un rifugio ed un albergo: in camerata si spendono 60 CHF a testa in mezza pensione.
Come da copione - meteo svizzero pressochè infallibile - la giornata di domenica si presenta a dir poco galattica: non una nuvola in cielo!
La gita comincia ... in discesa, dal Gemmi Pass si perdono circa 50 metri di quota per giungere sulla immensa piana del Lammerbode: la dobbiamo attraversare tutta in direzione ovest, seguendo le piste di fondo battute di fresco. Ecco il panorama dal fondo del pianoro: immenso, dominato dalla elegante cuspide triangolare del Rinderhorn, che ci ripromettiamo di salire quanto prima!
Siamo preceduti e seguiti da moltissime persone: fondisti, ciaspolatori, semplici camminatori che sfruttano le piste battute di fresco e - udite udite- differenziate per tipologie di escursionisti!
La marcia di avvicinamento al ghiacciaio dura circa un'ora: parrebbe noiosa, ma il panorama attorno a noi è così bello che quasi non ce ne accorgiamo: siamo circondati da metri di neve, cosa che in questo inverno appare quasi come un miraggio. Si inizia a risalire verso il rifugio Lammeren Hutte, superando un breve tratto roccioso piuttosto ostico (sarà il punto più critico dell'intera gita): si lambisce il rifugio e si continua, ora in salita via via più sostenuta, affrontando la parte terminale del ghiacciaio, che risaliremo pian piano circondati da una teoria infinita di vette e cime di straordinaria bellezza.
Ad un colletto a quota 3050 metri ci appaiono le cime gemelli del Wildstrubel: noi punteremo alla Mittlerer Gipfel q. 3243. Il vento qui soffia impetuoso e diventa veramente un'impresa resistere più dei pochi minuti necessari ad affrontare la discesa: peccato non aver potuto sostare in vetta e godere con tranquillità del panorama.
Discesa su neve molto varia, nella parte alta abbastanza crostosa e pesante, poi nella parte intermedia si trova qualche tratto di farina. E infine, ciliegina sulla torta, ci tocca nuovamente attraversare il lungo pianoro che ci riporta al Gemmi Pass.
In conclusione, giornata veramente spettacolare. Gita altamente consigliabile, soprattutto se avete qualche amico da iniziare allo scialpinismo: non rimarrà deluso!
M.Cazzola (A.Devero) - 8 marzo 2007
Località partenza: A.Devero loc. Ai Ponti
Quota di partenza (m.): mt 1634
Quota vetta (m.): 2330
dislivello complessivo (m.): 696
difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1290-Helsenhorn
Rif.bibliografici: L.Bonavia, M.Previdoli. Grossi-Domodossola. Sci Alpinismo in Valdossola. N°43
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Mercoledì è piovuto, in montagna è nevicato, e da un rapido giro di webcam sembra anche parecchio. Decido così di farmi un "regalo", una giornata di ferie da dedicare allo sci. Quando si è da soli e il bollettino valanghe dà 3 fisso non ci sono molte alternative: al Cazzola si va sul sicuro, rischi zero e poi si trova sempre qualcuno in giro. Questa la teoria, in pratica oggi sarà cosa ben diversa...
L'idea era di fare una doppia risalita, giusto per fare un po' di dislivello in vista di gite più massicce . Già salendo sulla superstrada dell'Ossola le montagne appaiono splendide nel loro candido manto bianco. A Goglio c'è già neve sulla strada, al Devero, stranamente deserto, lo spettacolo è ineguagliabile: sole, e soprattutto tanta neve fresca... incredibile! 
Inizio a salire verso il Cazzola, seguendo il classico percorso che passa per la valletta del Misanco. Qualcuno è già passato a fare traccia, ma si fatica molto perchè la neve è abbondante e bagnatissima, e presto si forma l'odiato zoccolo sotto le pelli. Ma sono talmente rapito dalla bellezza del paesaggio innevato di fresco che quasi non me ne accorgo.
Il bosco di larici che si attraversa prima di giungere all'Alpe Misanco è una delle cose più belle di Devero: oggi, con il sole che scioglie la neve della notte, è particolarmente suggestivo.
Arrivo alle baite di Misanco, semisommerse dalla neve, ed il panorama è di un biancore immacolato. Le tracce di chi mi ha preceduto voltano verso la valletta del Curt du Vel, dirette probabilmente verso la Punta d'Orogna: davanti a me solo una distesa di neve immacolata da tracciare. Che fatica, ragazzi! Sinora nella mia breve carriera di scialpinista non mi era mai capitato di battere traccia nella neve fresca: ovunque sono andato, qualcuno mi aveva preceduto in questo ingrato compito. Ora invece tocca a me: non un'anima in giro, avanzo a fatica passo dopo passo, la neve mi arriva abbondantemente sopra il ginocchio. Eppure sono felice, in pace con me stesso e la fatica che mi accompagna. Arrivo sotto al panettone di vetta sotto un vento sferzante che muove turbini di neve: trovo 2 persone in cima, due svizzeri che sono saliti dalle piste.
Il vento ha una forza tale che a fatica riesco a togliere le pelli e a infilarmi la giacca a vento: la neve ha una consistenza tale che è praticamente impossibile scendere senza spingere, anche mettendosi sulla linea di massima pendenza: non è una neve amica per le nostre discese, ora deve trasformarsi a dovere nei prossimi giorni. Dai contrafforti del Cervandone e del Cornera è un continuo rimbombare di valanghe, oggi proprio non era il caso di avventurarsi in giro!!!
Dopo una discesa faticosissima, arrivo a Devero distrutto. Il bis-Cazzola può aspettare, oggi ho faticato abbastanza così: un buon piatto di pasta dalla Mirella al Ristorante Cistella di Croveo è proprio quello che ci vuole!!
Sempre meglio che lavorare....
Gita straconsigliabile, deve solo trasformare un po' la neve.. Ah, non andateci domenica, vi si disputa la Devero Sky Alp, gara di sci-alpinismo. Potete però sempre ripiegare sulle altre gite del Devero, Corona Troggi, Sangiatto, Corbernas, Bandiera, non c'è che l'imbarazzo della scelta, l'innevamento è ottimo...