Salitomania

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Utente: salitomania
Nome: Fabrizio G.
Benvenuti a tutti gli amanti della montagna. Vivo nella zona del Cusio ed amo in maniera sfrenata la montagna e tutti gli sport che la riguardano: ne prediligo l'aspetto invernale,per questo motivo lo scialpinismo è la mia attività preferita. L'augurio è che con queste mie piccole "note a margine" altre persone possano appassionarsi a questo sport e alle nostre belle montagne dell'Ossola. Infine vorrei ricordare a tutti che la meta è là dove ciascuno di noi la pone, non necessariamente sulla cima di una montagna. Quindi prudenza e buon senso, ragazzi!!

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domenica, 18 febbraio 2007

Rothwald, la fabbrica della polvere...

Hohture - Val Saltina (Simplon) - 18 feb 2007

Hohture mt 2407 - vista sulla conca di Wasenalp

Località partenza: Ganterwald
Quota di partenza (m.):  mt 1724
Quota vetta (m.): 2409
dislivello complessivo (m.): 685
difficoltà: MS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1289-Brig
Rif.bibliografici:  
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)


Per tutti noi scialpinisti del VCO Rothwald è il "posto segreto" ove generalmente si trova polvere anche quando le condizioni meteo e di innevamento non sono certo ottimali. Anche oggi non ci ha deluso! A dire il vero la meta della giornata doveva essere il Devero, ma appena arrivati al parcheggio della galleria veniamo accolti da una fitta nebbia e da pioggia insistente... sigh!
Che fare? La voglia di mettere le pelli era tanta, e così rapido dietro front in direzione Simplon. La fortuna aiuta gli audaci, ed ecco che appena valicato il passo come d'incanto le nuvole spariscono e appare uno splendido sole. Incredibile! Pochi chilometri di discesa e siamo a Rothwald-Ganterwald: il primo parcheggio è super pieno (c'è il corso di fuoripista della scuola Lagostina), quello di Ganterwald, vicino al caratteristico hotel-ristorante è pressochè vuoto.

Sono le 10.30 quando iniziamo a salire - accompagnati da un bel venticello... - seguendo la stradina che si inoltra nel bosco.La nostra meta, l'Hohture all'estrema destra Si capisce subito che oggi sarà un'uscita rilassante (del resto a quest'ora dove si vuole andare?) , mi fermo spesso a fare foto, ma la nostra meta è relativamente facile e vicina. Arriviamo alle  baite di Wasenalp - mt 1960 con il sole che gioca splendidi effetti di luce con le nuvole trasportate dal vento: niente da dire - è un posto stupendo, e la neve è tanta e polverosa, incredibile di questi tempi.
La nostra meta scialpinistica è l'HOHTURE, un facile cucuzzolo che domina la conca di Wasenalp: la Carta Nazionale Svizzera lo quota mt. 2407. Nella foto qui a fianco eccoci impegnati a raggiungere le baite di Wintrigmatte: la nostra meta è l'estremo cucuzzolo in alto a destra:  che ne dite, niente male come posti vero?

 

Continuiamo  con una facile risalita su un pendio ammantato di polvere, che porta dapprima ad un grande paravalanghe e poi in vetta con  un traverso finale in cresta. La vista dalla cima è superlativa, soprattutto sul versante est dominato dalla affilata cresta della Punta del Rebbio e dalla Punta d'Aurona.
La discesa è puro divertimento, da leccarsi i baffi di questi tempi!!! Powdeeeerrrrrrrrr..... finalmente!!!

 

 

 

In conclusione, abbiamo portato a casa una gita rilassante in una giornata che certamente all'inizio non prometteva nulla di buono....

postato da: salitomania alle ore 20:05 | link | commenti
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lunedì, 12 febbraio 2007

Helgenhorn-Punta Elgio - Val Formazza - 4 feb 2007

Località partenza: Riale (Piemonte)
Quota di partenza (m.):  Riale, mt 1738
Quota vetta (m.): 2837
dislivello complessivo (m.): 1099
difficoltà: BS
Cartografia: CNS 1:25.000 fgl. 1271-Basodino
Rif.bibliografici:  L.Bonavia, M.Previdoli. Grossi-Domodossola. Sci Alpinismo in Valdossola. N°77
Scarica Traccia GPS (formato PLT-Oziexplorer)


In questo pazzo inverno, avaro di neve e dalle temperature impazzite, l'estremo settore settentrionale delle Alpi Lepontine è sempre stato un'oasi felice, con innevamento sempre più che sufficiente a fare gite di grande soddisfazione. Dopo  numerose uscite al Devero oggi decidiamo di puntare sull'alta Formazza: è una splendida giornata di sole - manco a dirlo - ed arriviamo al parcheggio di Riale (noto frigorifero all'aperto) senza nemmeno vedere il segno meno davanti al termometro della macchina.
Ci apprestiamo dunque a risalire la strada che porta al lago del Toggia e al rifugio Maria Luisa: tratto monotono, a volte infido (soggetto a scariche in caso di forte innevamento e ghiacciatissimo in caso di rigelo notturno). Oggi le condizioni però sono buone e si può tagliare con decisione la sequenza dei tornanti: sto bene e sono carico, affronto con decisione alcuni tratti ghiacciati, forse sto cominciando ad imparare qualcosa.... Ogni tanto l'occhio cade verso il basso, sulla piana di Riale che comincia ad essere baciata dal sole: ma ben presto siamo in vista del rifugio Maria Luisa. L'arrivo al rifugio Maria Luisa

L'ambiente qui è idilliaco, nonostante il forte impatto ambientale provocato dall'industria idroelettrica con le sue dighe, tralicci e condotte. Giungiamo alla grande diga del Toggia (il lago non è nemmeno ghiacciato del tutto, incredibile!) e poco dopo iniziamo a risalire sulla sinistra i dolci pendii che ci faranno rapidamente guadagnare quota. E' questa una zona fatta di dossi e vallette, tanto suggestiva da fare in salita ma tanto pallosa da fare in discesa (e difatti scenderemo dal versante della ValRossa): qui gli accumuli nevosi portati dal vento sono decisamente imponenti, ma sulle creste è rimasto ben poco. Anzichè affrontare la parte conclusiva dell'ascesa per la via normale, che prevede un lungo aggiramento sulla sinistra, decidiamo di comune accordo di affrontare il ripido pendio frontale. Qualche problema di inversioni (ma quando imparerò a farle senza pestarmi le code degli sci?.....) e siamo praticamente sotto la cima, completamente sgombra di neve .... ed ingombra di gente. Fa caldo e si sta bene al sole, la compagnia è ottima ed  il panorama ovviamente è spettacolare: è una delle tante situazioni che mi fanno sempre più amare questo sport.La discesa verso la Val Rossa

La discesa è fatta di luci ed ombre: nel complesso la neve non è male, anche se troviamo qualche tratto di crosta non portante: per evitare il lungo peregrinare dell'andata ci infiliamo in un invitante canalino che porta in Val Rossa. Riusciamo anche a trovare un breve tratto di neve trasformata da urlo, il mitico firn primaverile (ma siamo solo all'inizio di febbraio!!!!), poi è un lungo lasciarsi andare veloci verso il basso, prima di imboccare il pendio finale che ci fa piombare proprio sopra al Maria Luisa.
Riesco a divertirmi anche sul tratto finale che porta a Riale, su neve ormai marcia ma ben sciabile.

In conclusione ottima uscita, dislivello discreto (1100 metri): aspettiamo la neve.....

postato da: salitomania alle ore 21:14 | link | commenti
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